Earth Overshoot Day: la bugia di una crescita infinita in un mondo finito

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Oggi, 27 settembre è l’Earth Overshoot Day: la data che segna per il 2011 l’entrata in riserva della Terra, cioè il superamento delle sue capacità naturali di rigenerazione.

Quest’anno abbiamo esaurito le risorse rinnovabili che la Natura ci mette a disposizione per i dodici mesi, con 5 giorni di anticipo rispetto al 2005, e quasi un mese prima rispetto al 2005.  Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, nel 2050 “festeggeremo” l’evento il 1° Luglio.

27 settembre 2011: la terra è entrata in riserva! (http://www.footprintnetwork.org)

Questo significa che da oggi fino al 31 dicembre, per tirare avanti dobbiamo iniziare a intaccare “i risparmi”,  il capitale destinato al futuro, ai nostri figli. Insomma spendiamo di più di quanto abbiamo. Ci ricorda qualcosa?

 Si tratta di una vera e propria bancarotta ecologica di cui nessuno parla: un deficit mondiale che ci costerà molto più del dafault della Grecia…ma pochi ne sono informati, pochissimi se ne preoccupano, nessuno ha un piano di “risanamento” pronto per essere approvato.

Ieri Obama ha bacchettato l’Europa per la sua lentezza a mettere in atto le strategie economiche per un reale risanamento delle sue finanze pubbliche. Debolezza deprecabile, a suo avviso, che mette in pericolo il mondo intero.

Ma quali sforzi sono previsti per risanare il deficit causato dal divario tra ciò che la natura può riprodurre e rigenerare e ciò che consumiamo per sorreggere la nostra economia? Chi si preoccupa del pericolo che corre il nostro pianeta, e con lui, noi tutti?

L’unica uscita dalla crisi prevista sembra essere la ripresa del mercato, dei consumi: cioè di beni, carne, pesce, suolo, energia, foreste, di altri 2 o 3 pianeti.

Tom Toles. Intelligent design

Purtroppo, come ha scritto  Kenneth Boulding “chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito, è un pazzo oppure un economista”.

Allora che fare? Anche in questo caso dobbiamo organizzarci dal basso: ridurre, ridistribuire rivalutare, riciclare, …insomma decrescere!

Ma quanto, come? Intanto possiamo iniziare a diventare consapevoli di quale è il nostro contributo al default del pianeta.

Il sito Global Footprint Network ha messo a punto a questo scopo  il “footprint calculator” (http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/calculators/), un gioco a quiz capace di calcolare la nostra impronta ecologica, espressa  in quantità di suolo necessaria a supportare il nostro personale stile di vita.

Impressionante la quantità di cose che possiamo fare per migliorare!!

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