Prags Boulevard, uno spazio dove coltivare la fiducia

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Prags Boulevard non è solo un viale di Copenhagen, una semplice e funzionale linea retta di poco meno di 2 km che, attraverso quartieri residenziali e zone industriali, collega la parte antica della città con Amager.

Non è neppure un parco lineare, uno dei tanti, che stanno nascendo sopra, sotto, dentro, a lato delle infrastrutture viarie, dismesse o no.

E non è un’area gioco, o attrezzata, o verde: quelle i quartieri residenziali, in Danimarca, le hanno già.

Prags Bvd, Kristine Jensen

Prags Boulevard è uno spazio pensato perché le persone “possano stare insieme in modi nuovi”. Questa l’idea alla base del progetto di Kristine Jensen, visionaria paesaggista danese.

Ma questo tutti i progettisti lo dicono. La Jensen, però, sembra esserci riuscita, con poche facili regole.

La prima: la semplicità, la leggerezza con cui è stato affrontato il disegno degli spazi, degli arredi. Un segno superficiale, non invasivo, grafico, che pervade l’intero tracciato, dandogli unità e riconoscibilità. A dimostrazione che quando si ha davvero a cuore il benessere delle persone, la firma dell’archistar non serve.

La seconda: la varietà. Sette spazi collegati da percorsi pedonali e ciclabili, per sette diverse attività. Ognuno con il suo nome, semplice ma evocativo: the Garden, the Stage, the Pitch, the Box, the Cage, the Kindergarden, the Ramp.

Nel Garden è possibile riposare, pensare, leggere, immersi tra fiori e piante. All’interno dello Stage si può giocare, o fare piccoli spettacoli. Il Pitch è invece il luogo dove ridere, scherzare o dire quello che sta a cuore.  The Ramp è uno spazio costituito da un insieme di forme astratte che possono essere usate in molti modi: sedute, skateboard, pattinaggio, stretching.

Una rete di luoghi, insomma, che attrae persone di diverse età, con molteplici inclinazioni, mutevoli stati d’animo, in occasioni diverse.

Prags Bvd, Kristine Jensen

Prags Bvd, Kristine Jensen

Prags Bvd, Kristine Jensen

L’ultima regola, ma forse la più importante, è la fiducia. Un tratto di viabilità marginale è stato trasformato in un paesaggio, in una serie di stanze urbane nelle quali promuovere una nuova cultura della convivenza. Ma per fare questo non è possibile chiudere cancelli, apporre divieti, regolare gli ingressi. Prags Boulevard ha scelto di fidarsi.

La manutenzione prevista è minima, e le micro-piazze sono autogestite dagli abitanti.

Circa 700 sedie realizzate in acciaio verniciato (Prags chairs) sono state disseminate lungo il parco per permettere agli utenti di spostarle al sole, all’ombra, accanto a quelle degli amici, per personalizzare gli spazi e sentirsi a casa.

Prags Bvd, Kristine Jensen

Assieme a queste anche le panchine e le attrezzature sportive sono lasciate incustodite e pronte per essere liberamente utilizzate, sotto la responsabilità degli utenti.

Semplicità, senso civico e una iniezione di fiducia, dunque, la ricetta che sembra dimostrare che per realizzare spazi vivibili, non servono grandi investimenti e progetti faraonici, ma pochi elementi capaci di rendere “ciò che è pubblico personale, proprio, ma non privato” (The public chance. New Urban Landscapes, 2008)

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