Misurare la tranquillità. Un nuovo indicatore della qualità del paesaggio

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 “Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”. Così recita la traduzione italiana della Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nell’ormai lontano 2000.

Oltre dieci anni di studi e progetti hanno però messo in luce quanto sia difficile tenere realmente in considerazione la “percezione” della popolazione, nei percorsi di pianificazione, di valorizzazione o di gestione.

Recentemente, però, l’Observatori del Paisatge de Catalunya, ha pubblicato sul suo sito uno studio relativo agli indicatori di qualità per il paesaggio che, oltre ad accogliere dati e numeri riferiti ai soliti indicatori su ambiente, sostenibilità, valori culturali ed estetici, ecc… riporta uno studio del Centre for Environmental & Spatial Analysis della Northumbria University, relativo al rapporto tra tranquillità e paesaggio.

Landscape and tranquillity (Charles M. Schulz)

Il saggio dal titolo La tranquil·litat com a indicador de la qualitat del paisatge , firmato  da Claire Haggett, Duncan Fuller e Helen Dunsford, evidenzia come la tranquillità, pur essendo uno dei principali fattori che determina la percezione di uno spazio come positivo, non sia mai stata realmente definita e “misurata”.

Lo studio ha quindi cercato innanzitutto di mettere a punto il significato di “tranquillità”, attraverso questionari distribuiti alla popolazione locale.

Il risultato è stata la declinazione del concetto secondo numerose e diverse definizioni: dalla tranquillità come assenza di disturbo sonoro, che permette di “sentire” suoni naturali (il vento nelle foglie,  il canto degli uccelli), ma anche come mancanza di elementi di disturbo fisico (colture, antropizzazione, inquinamento luminoso…), che favorisce la sensazione di essere immersi in un” paesaggio naturale”. Altri hanno sottolineato l’importanza della bellezza della flora e della fauna, e l’influenza  della presenza dell’acqua (fiumi, onde, sciabordii, ecc…), per poter definire la tranquillità di un paesaggio.

Altri ancora  hanno evidenziato come la tranquillità sia un elemento fondamentale della qualità di uno spazio, in quanto aiuta a “ristabilire l’equilibrio personale”, a “ridurre lo stress”, a raggiungere “un senso di benessere”.

Quiete, pace, calma dunque non solo come assenza di disturbo, ma anche come evasione, solitudine,  contrapposte all’affollamento, alla confusione.

Depictions of tranquillity in the Participatory Appraisal sessions (fonte: CESA, Tranquillity Mapping: Developing a Robust Methodology for Planning Support)

Secondo quanto emerso dai questionari, quindi, gli spazi percepiti come tranquilli hanno tre caratteristiche comuni:

  • una densità di popolazione ridotta,
  • un basso livello di rumore artificiale
  • un paesaggio percepito come naturale, con pochi segni evidenti di antropizzazione.

Elaborando i dati relativi alla presenza/assenza di queste componenti tramite GIS, sono state infine realizzate per la zona oggetto di studio delle cartografie relative alla “tranquillità”.

General overview of the interaction of the positive and negative elements in the model (fonte: CESA, Tranquillity Mapping: Developing a Robust Methodology for Planning Support)

Il progetto ha dimostrato quindi che questa particolare caratteristica, sebbene sia un concetto che mantiene una forte componente di soggettività, può ugualmente essere assunto come indicatore misurabile e utilizzabile nelle valutazioni ambientali e paesaggistiche (al pari degli indicatori per gli impatti visivi, acustici e percettivi), e nella pianificazione, per individuare “aree ad alta tranquillità”, che dunque meritano di essere protette e promosse.

Dovremmo ricordarcene, la prossima volta che partiamo per un tranquillo week-end sugli sci, al mare, in auto, in aereo, in nave, per capire quanto davvero cerchiamo la tranquillità, e quanto noi per primi contribuiamo a mantenerla!

Picknickers, Alex MacLean

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