Water square. Le infinite possibilità delle piazze d’acqua

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 Piove. Dopo molti mesi in cui non si vedeva una goccia d’acqua (e tutti a lamentarsi) in questo maggio piove quasi ogni giorno (….e tutti di nuovo a lamentarsi!). Colpa dei cambiamenti climatici? Delle scie degli aerei? Dell’anno dei Maya? Non è dato sapere.

Certo è che un po’ di pioggia non dovrebbe più stupirci, perchè ormai da qualche millennio, l’acqua, sotto forma di mari, fiumi, laghi e oceani, è uno degli elementi più comuni, costituendo circa il settanta percento della superficie terrestre.

Il paesaggio del pianeta Terra è dunque prevalentemente un paesaggio d’acqua.

Waterscape: l’acqua, costituisce circa il settanta percento della superficie terrestre.
(http://www.recursos2d.com/2010/11/mapa-del-mundo-con-salpicaduras-de-agua.html)

Ma l’acqua continua evidentemente ad infastidire l’uomo, che quasi ovunque, almeno in ambito urbano, cerca di allontanarla il più rapidamente possibile (sia che si manifesti sotto forma di scarichi o di precipitazioni), per realizzare ostinatamente  paesaggi asciutti.

 Questa abusata pratica, però, in un orizzonte di cambiamenti climatici che vedono, da un lato il manifestarsi di precipitazioni  sempre più intense e concentrate nel tempo, e dall’altro diminuire la quantità annua di pioggia e variare enormemente la disponibilità di acqua nelle diverse stagioni, sembra sempre più un dannoso controsenso.

 Al rischio di inondazioni, infatti, si stanno affiancando altre importanti emergenze: quelle legate alla qualità dell’acqua, ad esempio, ma anche e soprattutto quelle relative alla siccità, sempre più acuta nei periodi estivi, ad ogni latitudine. Immagazzinare l’acqua invece di allontanarla diviene quindi una necessità primaria.

Acqua: una interessante opportunità di trasformazione (Florian Boer, Jens Jorritsma, Dirk van Peijipe, De Urbanisten and the Wondrous Water Square, Rotterdam 2010)

Ma se una strenua opposizione all’acqua continua ad essere preferita ad una disastrosa resa, inizia però a farsi largo una terza via, che vede nella pioggia non solo il nemico da combattere, ma  un alleato prezioso da non  sottovalutare e una interessante opportunità di trasformazione.

 E’ il caso del progetto water squares, interessante idea concepita dal gruppo multidisciplinare olandese capitanato dall’urban designer Florian Boer dello studio De Urbanisten.

 L’idea, raccontata e graficizzata nel libro De Urbanisten and the Wondrous Water Square, parte dal presupposto che sempre più spesso, in molte città del mondo, si verificano inondazioni con conseguenze disastrose, che forse potrebbero essere evitate, o quanto meno ridotte, con semplici ma efficaci soluzioni.

water square

Le molteplici soluzioni per le piazza d’acqua (Florian Boer, Jens Jorritsma, Dirk van Peijipe, De Urbanisten and the Wondrous Water Square, Rotterdam 2010)

Florian Boer e il suo team hanno individuato dunque una possibile soluzione nelle water squares,  piazze che funzionano come parchi giochi, come prati galleggianti, come teatri, e nello stesso tempo possono diventare luoghi dove immagazzinare l’acqua che altrimenti inonderebbe strade e scantinati.

Un’idea semplice per combinare efficacemente ambizioni di resistenza ai cambiamenti climatici e di miglioramento della qualità urbana.

 Ma come funziona una piazza d’acqua?

Nei periodi secchi, l’acqua ovviamente non c’è e gli spazi possono essere utilizzati come parco giochi o campo sportivo.

Durante precipitazioni di media intensità, invece, la piazza viene parzialmente allagata, e l’acqua inviata lentamente verso le fogne.

Nei periodi di piogge intense, infine, l’acqua in eccesso viene dirottata verso la piazza, che diventa un bacino di raccolta e decantazione. Finita la tempesta e ripristinata la capacità di assorbimento del sistema fognario, l’acqua viene lentamente riconvogliata verso il sistema idrico.

water square

Le piazze d’acqua nelle diverse situazioni meteorologiche (http://www.urbanisten.nl/wp/?portfolio=waterpleinen)

In ogni circostanza e in ogni stagione, però, alcuni spazi restano a disposizione dei cittadini, e possono essere diversamente utilizzati a seconda del livello d’acqua presente.

Oltre a creare ambienti piacevoli e ad evitare allagamenti, le water squares sono inoltre efficaci anche nel filtrare e pulire l’acqua, riducendo l’inquinamento delle falde e dei bacini idrici.

water square

I possibili usi nelle varie situazioni meteo (Florian Boer, Jens Jorritsma, Dirk van Peijipe, De Urbanisten and the Wondrous Water Square, Rotterdam 2010)

Dopo anni di studio (la ricerca fu avviata nel 2005 in occasione della Biennale di Architettura di Rotterdam, dal titolo “The Flood”), il 2012 vede finalmente l’inizio della costruzione della prima water square.

 Il progetto, concepito attraverso un intenso percorso di partecipazione con i rappresentanti della popolazione residente e di molte realtà locali, verrà realizzato a Benthemplein, Rotterdam, e terminato presumibilmente entro il 2013.

L’acqua sarà ovviamente la protagonista, organizzata in tre diversi bacini: due più piccoli saranno allagati ogni volta in caso di pioggia, il terzo, più profondo, riceverà l’acqua solo durante piogge di grande intensità, trasformandosi in un piccolo lago.

Il primo passo è stato fatto: non resta che stare a guardare quali saranno i risultati, e le possibili declinazioni delle piazze d’acqua anche alle nostre latitudini.

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