The Florentine Declaration on Landscape: from the monument to the people

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Si è concluso ieri il Convegno internazionale UNESCO dal titolo“The International Protection of Landscapes” , svoltosi nei giorni scorsi a Firenze in occasione del 40° anniversario della prima Convenzione Mondiale del Patrimonio.

Il convegno, organizzato dall’International Traditional Knowledge Institute (ITKI), ha posto l’accento su quella che Pietro Laureano (presidente dell’ITKI e consulente UNESCO) ha definito una “nuova visione del paesaggio” che sposta finalmente l’ottica “dai monumenti alle persone”.

La cornice entro cui si sono svolte le giornate di studio è infatti quella dell’evoluzione che ha avuto negli ultimi quarant’anni il concetto di “cultural heritage”, a partire proprio dalla Convenzione UNESCO sulla Protezione del patrimonio culturale e naturale del 1972.

Convegno internazionale UNESCO “The International Protection of Landscapes”

Nel tempo, infatti è apparsa con sempre maggiore evidenza, l’impossibilità di proteggere i “patrimoni culturali” separatamente dall’ambiente in cui si trovano, ignorando i saperi e le pratiche che li hanno generati, trascurando così i profondi legami esistenti tra “natura” e “cultura”.

Come è stato infatti evidenziato in molti degli interventi, sono le culture, le conoscenze, le tradizioni, i gesti simbolici che danno forma al mondo che viviamo: siamo quindi contemporaneamente trasformati dal paesaggio che trasformiamo.

Questo aspetto era già stato evidenziato nel 2003 nella Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale che ha messo in rilievo come “il patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso d’identità e di continuità, promovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.

Risulta dunque evidente come paesaggio e patrimonio immateriale siano intimamente legati, in quanto sono i saperi, le conoscenze, le abilità delle popolazioni che hanno dato e danno forma al paesaggio. E conseguentemente nel paesaggio, come in un palinsesto in continua evoluzione, possiamo leggere le tracce di quei racconti e di quelle memorie, possiamo scorgere i segni e le rappresentazioni che costituiscono il fondamento dell’appartenenza a un luogo.

The New Landscape Vision: from the Monument to the People (Pietro Laureano)

Non possiamo sperare dunque di salvaguardare patrimoni e paesaggi se non siamo capaci di conservare, ridare attualità e rinnovare quelle conoscenze tradizionali (dall’architettura alla agricoltura), che le comunità hanno sviluppato nel tempo, come “espressione sapiente, responsabile e sostenibile del proprio rapporto con l’ambiente” (ITKI).

Per questo nel corso del congresso è stato presentato da Ipogea, in collaborazione con UNESCO, il prototipo di una piattaforma che ospiterà la Banca Mondiale dei Saperi Tradizionali (Traditional Knowledge World Bank –TKWB – http://www.tkwb.org/web/?page_id=4), un database in continua evoluzione che, utilizzando strumenti open source e incentivando i contributi di tutti, mira a censire, descrivere, tutelare e disseminare gli antichi saperi e il loro uso innovativo, quale patrimonio culturale condiviso.

TKWB – Iconographic System of Traditional Techniques and Innovative use (List of icons)

Altro punto nodale evidenziato nel corso delle giornate di studio, è la necessità di superare la mancanza di integrazione tra le varie convenzioni e i diversi strumenti giuridici (anche in ambito UNESCO), relativi alla salvaguardia del paesaggio.

Spesso siamo infatti in presenza di strumenti che concentrano il concetto di tutela su un singolo aspetto (ecosistemico, storico culturale, ecc….), tralasciando la complessità e la multidimensionalità del paesaggio.

Il convegno si è quindi concluso con quella che è stata definita, in accordo con tutti i presenti, “The Florentine Declaration on Landscape”, ovvero un documento volto a:

–       promuovere la salvaguardia dei paesaggi, quale elemento integrato di uno sviluppo sostenibile;

–       rendere possibile la condivisione di informazioni e la disponibilità delle competenze;

–       stabilire collaborazioni efficaci;

al fine di preparare la strada alla redazione di una Convenzione Internazionale sul Paesaggio che, nel rispetto delle diversità culturali dei vari paesi, sappia integrare e rinforzare azioni condivise per il  paesaggio.

“The Florentine Declaration on Landscape”: il testo “in progress” distribuito al termine del convegno

Il testo della Dichiarazione contiene ancora alcuni concetti che hanno ormai evidenziato limiti e inadeguatezze (protezione, sviluppo sostenibile, ecc…), ma ha anche introdotto all’interno della discussione sul paesaggio argomenti nuovi, quali appunto le conoscenze tradizionali e i patrimoni immateriali, ma anche il diritto delle comunità a preservare le proprie risorse.

Peccato invece per l’omissione di temi di fondamentale attualità, quali l’importanza dell’educazione al paesaggio; la necessità di cogliere e studiare le nuove identità nascenti legate ai paesaggi del contemporaneo; l’opportunità di confrontarsi con le nuove sfide poste dal paradigma della decrescita, abbandonando l’abusato e deleterio anelito allo sviluppo, per quanto sostenibile.

Ma rimane il fatto che un cammino importante è stato intrapreso: vedremo dove ci porterà la strada.

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