La fine del mondo e la politica della felicità

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Oggi, nel giorno della presunta fine del mondo, l’Occidente ha perso l’ennesima occasione di porsi in ascolto di culture altre.

Ha preferito lasciarsi andare all’isteria, oppure tentare di distorcere, ridurre a folklore o deridere la cultura Maya, senza preoccuparsi di approfondire la saggezza ancestrale che lega questo popolo alla natura e al proprio ambiente; o la concezione ciclica del tempo, che vede nell’ Oxlajuj B’ak’tun la fine di un periodo oscuro e l’inizio di un ciclo di luce di 5.125 anni, che segnerà il rifiorire della conoscenza, delle arti, della cultura e della spiritualità dei Maya, e forse di tutto il mondo.

L’inizio della nuova era, che si è compiuto oggi 21 dicembre 2012 con la nascita del sole, rappresenta infatti secondo i Maya “il tempo per rafforzare la saggezza ancestrale, la pratica e la ricerca permanente dell’equilibrio; un momento di trascendenza, per elevare la coscienza degli esseri umani e riconoscerci come tali, per raggiungere l’intesa collettiva”, e per “fare in modo che l’essere umano sia davvero umano, in equilibrio con il cosmo e la Madre Terra” (Consejo Del Pueblo Maya De Occidente “Por la defensa de la vida y el territorio”, 30 novembre 2012).

Quetzal foto 4 pagina

Ma l’Occidentale è da sempre troppo concentrato su se stesso per ammettere che esistano altri popoli e altre culture che abbiano qualcosa da dire, un contributo da portare e forse anche qualche soluzione da proporre.

Come ha infatti sottolineato il premio Nobel Rigoberta Menchù in un suo discorso all’ONU,

“Gli indigeni non sono ancora ascoltati con attenzione. Ascoltateli: è quello che desiderano perchè hanno conservato tanti valori controcorrente. Eppure nei vostri paesi nascono ancora istituti universitari per studiare gli indigeni. Noi non siamo e non vogliamo essere una “specie protetta” (…). Noi non siamo farfalle, siamo esseri umani pensanti. Perchè non si accetta l’idea che i popoli indigeni potrebbero, a loro volta, insegnare qualcosa al mondo di oggi? “ (Rigoberta Menchú, Rigoberta: i Maya e il mondo, Giunti 1997).

Guatemala. Celebrazioni per Oxlajuj B’ak’tun

Guatemala. Celebrazioni per Oxlajuj B’ak’tun

E sempre dall’America del Sud arrivano altri segnali di cambiamento: nuove idee di economia, politica, giustizia, felicità

Di “valori controcorrente” è infatti pieno anche il discorso tenuto nel giugno 2012 dal Presidente dell’Uruguay Josè Mujica al G20 in Brasile, dove invece tutto il mondo occidentale si è trovato ancora una volta d’accordo sul fatto che l’unica soluzione per rilanciare l’economia mondiale sia sempre e solo la ripresa della crescita.

Il Presidente dell’Uruguay Josè Mujica. Fonte: http://www.laprensa.hn

Il Presidente dell’Uruguay Josè Mujica. Fonte: http://www.laprensa.hn

Trascrivo il discorso in maniera integrale, con l’augurio che abbiano ragione i Maya, e che il 21 dicembre 2012 segni davvero il cambiamento di un’era, verso una direzione che noi occidentali non riusciamo più a trovare, e che altre culture, altri modelli, altre politiche iniziano ad indicarci.

“Autorità presenti di tutte le latitudini e organismi, al popolo del Brasile, e alla sua signora Presidente e molte grazie alla buona fede che sicuramente hanno manifestato tutti gli oratori che mi hanno preceduto ed esprimiamo l’intima volontà, come governanti, di accompagnare tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere e che senza dubbio ci permettono di farci alcune domande a voce alta: per tutta la sera si è parlato di sviluppo sostenibile, di tirare fuori masse immense dalla povertà. Che cos’è che ci svolazza in testa? Il modello di sviluppo e di consumo attualmente è quello delle società ricche. Mi domando: cosa succederebbe a questo pianeta se gli Hindu avessero la stessa proporzione di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci resterebbe per poter respirare? Più chiaramente: il mondo oggi ha gli elementi materiali per rendere possibile che 7-8 miliardi di persone possano avere lo stesso grado di consumo e di spreco che hanno le più opulente società occidentali? Sarà possibile? O dovremo fare un giorno un altro tipo di discussione? Perché abbiamo creato una civilizzazione, quella in cui siamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza e che ha prodotto un progresso materiale portentoso e esplosivo. Però quello che era economia di mercato ha creato società di mercato! E ci ha prodotto questa globalizzazione, che significa guardare a tutto il pianeta! Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione governa noi ? E’ possibile parlare di solidarietà e che “siamo tutti uniti”, in un’economia basata sulla concorrenza spietata? Fino a dove arriva la nostra fratellanza?

Nulla di questo lo dico per negare l’importanza di questo evento, no è il contrario!
La sfida che abbiamo davanti è di una portata colossale e la grande crisi … non è ecologica, è politica! L’uomo non governa oggi la forze che ha scatenato; fino a quando le forze che ha scatenato governano l’uomo e la vita! Perché non veniamo sul pianeta per svilupparci in termini generali, veniamo alla vita cercando di essere felici. Perché la vita è corta e ci va via. E nessun bene vale come la vita, e questo è elementare. Però se la vita mi va a sfuggire, lavorando e lavorando per consumare un “plus”, e la società del consumo è il motore! Perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, o se si ferma, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, è il fantasma della stagnazione per ognuno di noi. Però questo iper-consumo a sua volta, è quello che sta assalendo il pianeta! E deve generare, questo iper-consumo, cose che durano poco, perché si deve vendere tanto! E una lampadina elettrica non può durare più di 1000 ore accesa. Ma ci sono lampadine che possono durare 100.000… 200.000 ore! Però queste non si possono fare! Perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo avere una civilizzazione di uso e smaltimento! E siamo in un circolo vizioso!
Questi sono problemi di carattere politico! Che ci stanno indicando la necessità di iniziare a lottare per un’altra cultura. Non si tratta di tornare all’uomo delle caverne, né di avere un “monumento dell’arretratezza”. E’ che non possiamo indefinitamente continuare ad essere governati dal mercato , ma che dobbiamo governare il mercato!
Per questo dico che il problema è di carattere politico… e nel mio umile modo di pensare
. Perché i pensatori antichi definivano, Epicuro, Seneca, gli Aymara , “Povero non è chi possiede poco, ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto”. .. e desidera, e desidera… e desidera sempre di più.
Questa è una chiave di carattere culturale.
Quindi saluto lo sforzo e gli accordi che si fanno. E lo accompagno, come governante. Perché so che alcune delle cose che sto dicendo “stridono”. Però dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua, che la crisi dell’aggressione ambientale, non è una causa. La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere!
Perché! Appartengo ad un piccolo paese, molto ben dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese ci sono 3 milioni di abitanti, poco più, 3 milioni e 200mila. Però ci sono 13 milioni di vacche delle migliori al mondo! E un 8-10 milioni di ovini stupendi! Il mio paese è esportatore di cibo, di latticini, di carne. E’ una pianura, quasi il 90% del suo territorio è utilizzabile.

I miei compagni lavoratori lottarono molto per le 8 ore di lavoro e ora stanno ottenendo 6 ore! Però chi ottiene 6 ore ottiene due lavori pertanto lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare un mucchio di rate: il motorino che ha comprato.. l’automobilina che ha comprato.. E paga rate! E paga rate! E quando arriva ad estinguere è un vecchio reumatico come me, e la vita gli va via!
E uno si fa questa domanda: è questo il destino della vita umana?

Queste cose sono molto elementari. Lo sviluppo non può essere contro la felicità! Deve essere a favore della felicità umana!

Dell’amore!

Della terra!

Delle relazioni umane!

Di prendersi cura dei figli!

Di avere amici!

Di avere l’elementare!

Precisamente. Perché questo è il tesoro più importante che hanno. Quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama: la felicità umana. Grazie”.

(Fonte: http://pacheramanda.wordpress.com/2012/12/09/il-miglior-discorso-del-mondo-presidente-jose-mujica/)

Guarda il video su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=8OPCPmirQFc&feature=player_embedded

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  1. Silvia, sei una scoperta continua! Sono davvero felice di averti come amica e di ricevere così tanto da te! Un abbraccio, di quelli forti forti! Grazie!

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