Archivi tag: community garden

“Esto_no_es_un_solar”: liberare spazi abbattendo preconcetti

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La lottizzazione, ovvero la frammentazione di un terreno in lotti, per ricavarne aree da destinare alla edificazione, è da sempre uno dei fulcri della pratica urbanistica, e prevede una utilizzazione del suolo che garantisce essenzialmente il vantaggio economico  dei proprietari.

 Le città moderne sono cresciute molto spesso attraverso questo semplice meccanismo, che ha guardato al territorio come ad una infinita scacchiera dove inserire nel tempo i volumi necessari allo sviluppo urbano.

Lottizzazione (foto di Alex McLean)

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Stay green! Il vento nuovo degli indignados verdi

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Every act of guerrilla gardening is a seed. It might germinate, it might not.
It might lead to another act […]. Someone may become inspired.
More people could join in. Who knows how big this thing could get.

David Tracey. Guerrilla Gardening. A Manualfesto

Il  4 novembre si sta preparando il primo attacco nazionale sincronizzato di guerrilla gardening, su iniziativa dei gruppi Badili Badola di Torino e Giardinieri Sovversivi Romani .

E’ un evento nuovo  nel panorama del nostro paese, che tenta di coordinare e mettere in rete “attacchi verdi”, che generalmente si consumano in modo sporadico, non connesso, nei più vari contesti, con caratteristiche diverse, e con (talvolta) sconfinamenti nel green-design e qualche deriva “eco-chic”.

Guerrilla Gardening. Il primo attacco nazionale sincronizzato!

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Sharedearth.com, il più grande community garden del pianeta

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La seconda “R” messa in campo dal programma di decrescita di Latouche è “riconcettualizzare”, tappa fondamentale per ripensare  e ridefinire  molti dei valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo le nostre vite.

In particolare, dice Latouche, è necessario decostruire con la massima urgenza il binomio rarità/abbondanza, concetto fondante dell’immaginario economico, perché “l’economia trasforma l’abbondanza naturale in rarità con la creazione artificiale della mancanza e del bisogno attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione”.

Accade oggi per l’acqua, per gli OGM, per la terra e….per i giardini!

Moltissime persone infatti nelle nostre città ormai prive di verde e di spazi aperti vorrebbero un giardino, dove coltivare, sperimentare e dare sfogo al proprio pollice verde. D’altro lato invece ci sono forse altrettanti proprietari (privati e pubblici) che non sanno o non possono occuparsi del proprio giardino e hanno bisogno di pagare persone che lo curino e lo mantengano.

Una domanda e una offerta che non si sono mai incontrate in un  meccanismo politico, economico e amministrativo che ha separato il territorio dalle comunità residenti per immetterlo nel mercato.

Ma rivedendo i valori, “riconcettualizzando” le situazioni, spostando i punti di vista è forse possibile fare un passo verso una economia partecipativa, dove l’unione fa la forza e ritrovarci tutti un po’ meno egoisti e un po’ più ricchi

In tema di orticoltura  http://www.sharedearth.com/ è il sito dove scambio e condivisione sono le parole d’ordine messe in campo per realizzare il più grande giardino condiviso del pianeta.

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