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Misurare la tranquillità. Un nuovo indicatore della qualità del paesaggio

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 “Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”. Così recita la traduzione italiana della Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nell’ormai lontano 2000.

Oltre dieci anni di studi e progetti hanno però messo in luce quanto sia difficile tenere realmente in considerazione la “percezione” della popolazione, nei percorsi di pianificazione, di valorizzazione o di gestione.

Recentemente, però, l’Observatori del Paisatge de Catalunya, ha pubblicato sul suo sito uno studio relativo agli indicatori di qualità per il paesaggio che, oltre ad accogliere dati e numeri riferiti ai soliti indicatori su ambiente, sostenibilità, valori culturali ed estetici, ecc… riporta uno studio del Centre for Environmental & Spatial Analysis della Northumbria University, relativo al rapporto tra tranquillità e paesaggio.

Landscape and tranquillity (Charles M. Schulz)

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Dieta mediterranea contro lo stress: ozio, lentezza, nostalgia…e downshifting

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Di ritorno dalle vacanze siamo tutti più rilassati, un poco rallentati, spesso appesantiti. E’ il momento giusto per decidere di mettersi a dieta: cogliere l’attimo in cui la nostra mente non è stata ancora completamente riassorbita dalla frenesia del lavoro, per riflettere su come fare a mantenere lo stato di lento benessere raggiunto faticosamente dopo giorni di dolce-far-niente.

Christoph Baker è il dietologo che fa per noi, e ci prescrive un “decalogo mediterraneo” per recuperare la “dimensione conviviale” della nostra vita e ripensare le nostre priorità, consigliandoci come principali ingredienti, la lentezza, l’ozio e la nostalgia. Originario della svizzera, dopo essersi trasferito a Roma, è stato conquistato dalla vita mediterranea, traendo da essa l’ispirazione per teorizzare una vita “leggera”,  in fuga dalle convenienze e da un sistema che ci vuole insoddisfatti cronici, che ci spinge  a guadagnare, per poterci far spendere, a  iper-alimentarci per poi chiederci di dimagrire (C. Baker, Ozio lentezza e nostalgia. Decalogo mediterraneo per una vita più conviviale, 2006)

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Andamento lento. Contro la “tirannia dell’effimero”

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“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. (…) Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità  è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio”

Milan Kundera, La lentezza

 

E’ questo forse lo stesso legame che unisce le nostre “vite di corsa” e il consumo frenetico, evidenziato da Zygmunt Bauman in un suo recente saggio. L’arcano motivo che ci spinge a percorrere sempre più velocemente la strada che va dal negozio al cassonetto dei rifiuti, completamente soggiogati dalla “tirannia dell’effimero”.

La vita dedita al consumo, infatti,  è “una vita a rapido apprendimento fulmineo oblio, sprecata nella  ricerca spasmodica di arrivare per primi al futuro, attraverso il possesso degli oggetti.

Ma “chi non controlla il presente non può sognarsi di controllare il futuro” conclude il suo saggio Bauman.

La Quinta Giornata Mondiale della Lentezza, in programma lunedì 28 febbraio 2011, ci invita a riflettere  su  questo tema, evidenziando i danni economici, ambientali, sociali e culturali provocati da una vita di corsa e invitando le persone a fare un buon uso del proprio tempo e a vivere in armonia con l’ambiente.

 

 

Locandina della Quinta Giornata Mondiale della Lentezza

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